Money Trasfert, Petrantoni vuol vederci chiaro

Il consigliere comunale Salvatore Petrantoni del gruppo consiliare di Caltanissetta Protagonista ha presentato un’interrogazione in merito all’inusuale proliferare, nel capoluogo nisseno, di Internet Point e Money Trasfer. Di seguito, il contenuto integrale dell’interrogazione.

INTERROGAZIONE, Oggetto: monitoraggio apertura Internet Point e Money Trasfer

il sottoscritto Salvatore Petrantoni , consigliere comunale del Gruppo consiliare di Caltanissetta Protagonista

PREMESSO

CHE in città negli ultimi anni esiste un anomalo proliferare di aperture di Internet point e money trasfer soprattutto in centro storico

CHE nel Decreto Milleproroghe del 29 dicembre 2011 ( in G.U. n.302 del 29/12/2011) non c’è più obbligo di licenza da parte della Questura per le attività di internet point.

CONSIDERATO

CHE per le aperture di tale attività deve essere presentato al Ministero delle comunicazioni il modulo allegato 9 al Dlgs. 259/2003 ( codice delle comunicazioni) e che tale iter burocratico dovrebbe attivarsi dalla presentazione di un’istanza allo sportello unico delle attività produttive del Comune

VISTO

CHE appare perlomeno sorprendente che nel giro di qualche mese siano proliferati in città almeno una decina di questi punti di ritrovo per internet e altro ancora

INTERROGA LA S.V.

  • se l’ufficio di competenza ha verificato autorizzazione Camera di Commercio e relativa autorizzazione Banca d’Italia prima di concedere autorizzazioni alle aperture.
  • se la destinazione d’uso rilasciata a locali commerciali in sede fissa del settore non alimentare e quantomeno corredata da certificato igienico sanitario
  • se la destinazione d’uso dei locali dove si svolgono queste attività sia comunque idonea allo scopo
  • se in considerazione di quanto avvenuto in altre parti d’Italia e cioè che questi internet point in realtà celavano posti di aggregazione di elementi non proprio cristallini dal punto di vista legale, per non dire direttamente collegati a cellule estremistiche,
  • se siano stati attivate azioni di monitoraggio e verifica da parte dei vigili urbani e delle forze di polizia
  • di presentare un esposto cautelativo alla Polizia Postale per il corretto uso di tali strutture sotto il profilo delle telecomunicazioni e alla Guardia di Finanza per la verifica che tutto sia lecito dal punto di vista fiscale.